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Nel comunicato del 22.10.2017 (sotto riportato) un chiaro refuso: fra fine 2020 e inizio 2021 i Centocinquantenari della Presa di Roma e della Proclamazione di Roma a Capitale d'Italia. Aggiungiamo però una terza scadenza di 150 anni: per un Tevere a Roma sempre più accessibile e sicuro, accogliente e vivibile, integrato e “smart”, una finalizzazione cronologica realistica potrebbe essere per i 150 anni (nel DIC 2020) dalla disastrosa piena che portò alla successiva costruzione dei Muraglioni del Centro Storico, piena caduta per l'appunto fra la Presa di Roma e la Proclamazione di Roma a Capitale d’Italia. Dal fiume attorno al quale è sorta la Città, un possibile segno – materiale e simbolico – di rinascita.

Un articolo sui Muraglioni dal Consorziato Dipartimento di Architettura e Progetto dell'Università La Sapienza di Roma: http://www.archidiap.com/opera/muraglioni-del-tevere/.

 

 

Da: Comunicati Consorzio Tiberina [mailto:redazione@unpontesultevere.com]
Inviato: domenica 22 ottobre 2017 19:11
Oggetto: 10 idee in 10 righe per un possibile piano d'azione sul Tevere a Roma

 

Dall’archivio dei comunicati del Consorzio Tiberina (2010-2017), in vista del varo dell’Ufficio Speciale di Scopo Tevere di Roma Capitale, 10 semplici idee da mettere a comune – fra le tante elaborate negli anni – realizzabili immediatamente, se d’interesse:

 

  • creare una “cabina di regia” permanente fra tutte le Istituzioni aventi competenze, sia per il coordinamento delle attività sia per nuove proposte normative sia per lo snellimento delle azioni private;
  • ricerca di mecenati, donatori medi e piccoli, fino a singoli cittadini, al cui gradimento sottoporre i progetti prima del varo (restituendo eventualmente le cifre sottoscritte, se non approvati);
  • piattaforma on-line sia per la partecipazione pubblica sui progetti elaborati sia per le segnalazioni di fatti e situazioni rilevanti, in negativo e in positivo;
  • abbinare il rilancio del Tevere all’avvicinamento ai 150 anni dalla Presa di Roma e di Roma a Capitale d’Italia (fine 2010 - inizio 2011), come segno di rinascita proprio attorno ai luoghi dove Roma è sorta;
  • rete di solidarietà ecologica e di educazione ambientale coinvolgendo tutti i territori del bacino idrografico (17.500 kmq circa che producono effetti a Roma e fino al Mar Tirreno),
  • lotta alle illegalità e agli abusivismi in genere (che non sono soltanto quelli di povera gente accampata sulle sponde),
  • coinvolgimento di Università, Enti di Ricerca, progettisti, artisti, testimonial, verso una grande Mostra multisettoriale che attragga l’interesse mondiale sul Tevere,
  • percorsi turistici, ricreativi, sportivi, “del viver sano” da/verso Roma lungo le vie dell’acqua del Tevere e degli affluenti,
  • nuova creatività, con coinvolgimento soprattutto di giovani, anche in forme diverse dalla tradizionale “retorica” che caratterizza l’approccio al fiume di Roma,
  • usi e accessibilità diffusi, con strutturazione tecnica (sicurezza, mobilità, navigazione, smart city, energie rinnovabili, etc) e soprattutto organizzativa (Concessioni spondali in ottica “open” per i cittadini).

 

Molti cassetti da aprire con tanti progetti da coordinare in un quadro unico d’assieme, molte altre decine di righe da aggiungere per un possibile piano d’azione sul Tevere a Roma.

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